La distinta base nel terzo millennio

2018-07-25T10:41:48+00:00

Nel settore industriale la distinta base rappresenta un po’ ciò che per uno chef è la ricetta di un piatto, ossia l’insieme di tutti gli “ingredienti”, specificati per quantità e qualità, che adeguatamente trasformati danno origine ad un semilavorato od un prodotto finito.

Lo sviluppo industriale è stato accompagnato nel tempo altresì da una progressiva evoluzione dei metodi di calcolo dei costi, di fondamentale importanza per monitorare l’andamento della marginalità.
Cosicchè frotte di ingegneri ed economisti hanno prodotto una letteratura molto vasta per il calcolo di “tempi e metodi” sintetizzando formule di analisi dei costi molto evolute. Per citarne alcune, si fa spesso riferimento al full costing, al direct costing ed all’ABC costing cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

Relativamente all’ambito industriale di nostro interesse, ossia della lavorazione dei metalli (ad ogni suo stadio), storicamente l’elemento chiave su cui le aziende hanno fatto leva per ottenere il margine di profitto è sempre stato il costo delle lavorazioni, semplificando ulteriormente il costo del lavoro. Data infatti la relativa stabilità degli altri fattori di costo (materia prima, energia, struttura) si comprende meglio perché nel tempo le imprese abbiano deciso di delocalizzare le produzioni verso paesi con basso costo della manodopera.

Tuttavia agli inizi del terzo millennio e con alle spalle poco più di 150 anni di evoluzione industriale, in un mondo sempre più globalizzato occorre riflettere su quali siano oggi e quali saranno in futuro gli elementi destabilizzanti della distinta base. È ragionevole pensare che nell’arco di pochi decenni il costo del lavoro sarà pressochè livellato diventando elemento fisso all’interno dei costi industriali mentre la sempre maggiore influenza di fattori socio-politici, naturali e finanziari diventeranno gli elementi variabili della distinta capovolgendo completamente il sistema di contabilizzazione industriale così come è oggi organizzato. A sostegno di queste riflessioni, ed entrando in tema metalli, si pensi come il mondo degli acciai, descrivibile fino a pochi anni fa come una linea piatta in termini di prezzi e fluttuazioni, sia oggi sempre più influenzato dal mondo finanziario e dalla speculazione che agendo massicciamente su elementi come il Nichel destabilizza altresì il cosiddetto “mercato del fisico” provocando incertezza e preoccupazione tra gli utilizzatori.

Una soluzione di prospettiva esiste ed è immediatamente percorribile considerando i costi energetici ed il costo dei metalli come commodities a costo variabile (soggetto a notevoli fluttuazioni nel tempo) con la necessità di essere assicurate, esattamente come avviene per i tassi di cambio.
Le modalità per ottenere simili risultati sono molteplici e variegate a seconda delle esigenze industriali di ciascuna azienda, con svariate politiche strategiche di acquisto percorribili prima di giungere in estrema ratio alla copertura finanziaria. Si tratta di un processo di modernizzazione delle strategie di calcolo dei costi in generale che vede e vedrà sempre più coinvolte le componenti commodities rispetto agli altri fattori della produzione. Il grafico sulla ripartizione delle voci di costo non lascia alcun dubbio su quali siano i fattori da presidiare e su cui intervenire!